GIORNALE DEI DOCENTI DELL'ISTITUTO STATALE "F. DE SANCTIS"
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Di LONGO MARIO (del 29/05/2009 @ 15:00:27, in RIFLESSIONI, linkato 58 volte)

Non c'è posto, per la speranza, in un mondo un cui

i disonesti predicano la rettitudine,

i corrotti condannano l'immoralità,

gli ignoranti infondono la conoscenza,

gli avidi deplorano l'ingordigia. 

 
Di LONGO MARIO (del 11/05/2009 @ 16:20:52, in SOCIETĄ, linkato 57 volte)

Vi sono due diverse ragioni perchè un uomo desideri risparmiare:

1. perchè ha pochi soldi e, quindi, compra solo ciò di cui ha veramente bisogno
2. perchè ne ha tanti, se non tantissimi, non li vuole perdere, ma vuole comprare, comunque, tutto quello che è di moda

Quelli del secondo tipo, li potete vedere in questo video. Sono alla spasmodica ricerca di un risparmio, da esibire ad amici e conoscenti. Per loro, la dignità ha un costo che varia dai 50 ai 500 euro!

I primi, qui non li vedete, perchè quel giorno erano al supermercato, reparto latticini, carni e surgelati, per comprare il necessario per tirare avanti un'altra settimana.

 

 
Di LONGO MARIO (del 23/04/2009 @ 13:47:42, in RIFLESSIONI, linkato 58 volte)

 
Di LONGO MARIO (del 12/04/2009 @ 11:25:17, in RIFLESSIONI, linkato 56 volte)

Esistono due modi per godere del rispetto di una persona:

1.    guadagnarselo, dimostrandole stima e riguardo;

2.   estorcerlo, agitandole contro, minacciosamente, una sedia.

Del primo modo, può vantarsi chi è dedito, con passione e scrupolo, all'educazione e alla formazione. Del secondo, tanti altri, compresi taluni circensi.

Buona Pasqua

 
Di LONGO MARIO (del 02/04/2009 @ 19:04:47, in SCUOLA, linkato 54 volte)

Matematica: "Hai avuto 2 ??? Nessun problema: puoi recuperare in un baleno !!!"

Le cifre parlano chiaro: 7 studenti su 10, la odiano e non la studiano; 2 la detestano ma la studiano lo stesso; 1 non la odia nè la detesta. A marzo, pertanto, si corre ai primi ripari, cercando di evitare il ricorso alle salatissime lezioni private mediante l'attivazione di corsi di recupero all'interno della Scuola, finanziati dal MPI e frequentati dalla maggior parte degli alunni che, alla fine del primo quadrimestre, hanno ricevuto l'amara quantificazione del loro insuccesso.

Ma chi sono gli alunni ai quali vengono offerte queste 15 ore di corso di recupero (mmm...), generalmente svolti tra le 2:30 e le 18 del pomeriggio (dopo 6 ore di lezione antimeridiana)? Chi sono questi arditi fanciulli che sfidano l'incalzante pennichella nella speranza di capire qualcosa riguardo a concetti e regole delle quali non hanno mai potuto percepire alcun sentore di utilità o di interesse? Beh, i miei sono questi, e, di sicuro, posso affermare che ce la stanno mettendo davvero tutta per avere una seconda possibilità. Perchè qualcuno crede in loro e li ha esortati a essere sempre orgogliosi di poter valorizzare ogni piccola conoscenza in loro possesso!

 
Di LONGO MARIO (del 02/04/2009 @ 18:22:59, in SCUOLA, linkato 56 volte)

"Ma quando finisce???!!!"

Se pensiamo, per un attimo, alle circostanze nelle quali ci si pone quella domanda, ci vengono in mente situazioni, direi, non molto piacevoli, quali: il rumore assordante di un martello pneumatico mentre si cerca di godersi il proprio film preferito, una suocera che strilla, un anziano collega che racconta sempre la sua esperienza professionale a partire da quando aveva 23 anni, un ricovero in ospedale, il dentista, la fila alla posta, ecc.

Chi potrebbe mai immaginare che questa domanda se la pongono, quotidianamente, anche decine di migliaia di giovani, tra i 14 e i 18 anni, dalle 8 del mattino alle 14, dal mese di settembre al mese di aprile, anno dopo anno?

E io, pertanto, mi chiedo: com'è possibile educare al perseguimento del successo, attraverso un sistema che non riesce ad avere successo neppure nel perseguimento del proprio obiettivo fondamentale, ossia: essere gradito?

E ancora: ma quanti sono veramente interessati a trasformare la scuola in un ambiente piacevole, rilassante, attraente, interessante, irrinunciabile, divertente?

 
Di LONGO MARIO (del 16/03/2009 @ 16:09:28, in SOCIETĄ, linkato 56 volte)

IN POLITICA, MANTENERE UNA PROMESSA

NON VUOL DIRE 

TENER FEDE A UN IMPEGN0, MA

RENDERE DURATURO ... UN SOGNO.

 
Di LONGO MARIO (del 13/03/2009 @ 17:21:13, in SCUOLA, linkato 68 volte)

Monomi e Polinomi

 
Di LONGO MARIO (del 11/03/2009 @ 18:19:06, in SCUOLA, linkato 61 volte)

ESISTE UN MODO, MOLTO EFFICACE,

DI NON RISOLVERE UN PROBLEMA:

CONSIDERARE IMPORTANTE,

L'ULTIMO DEGLI ELEMENTI, DI ESSO,

MENO IMPORTANTI.

 
Di LONGO MARIO (del 07/03/2009 @ 20:27:27, in SCUOLA, linkato 76 volte)

Vorrei proporre una "scorciatoia" relativa al calcolo della soluzione di un sistema di due equazioni in due incognite x , y. Mediante tale modello puramente mnemonico, è possibile risparmiare tempo preziozo nella determinazione del punto di intersezione di due rette.

Supponiamo, quindi, di dover determinare il punto P di intersezione delle due rette:

 

ed  

cioè la soluzione del sistema:

 che rappresenterà la coppia: ascissa xp ed ordinata yp del punto P. Bene, possiamo determinare tali coordinate nel modo seguente:

seguendo uno schema "mnemonico" molto semplice:

  1. Le due coordinate si ottengono mediante due frazioni
  2. Si moltiplicano i coefficienti numerici mediante un incrocio a X . In pratica, si moltiplicano quelli della seconda equazione per quelli della prima che si trovano un posto più avanti. Tra le moltiplicazioni, si opera una sottrazione.
  3. Al denominatore di entrambe le frazioni c'è  .

In pratica, occorre operare come nello schema seguente:

 
Di LONGO MARIO (del 29/11/2008 @ 13:29:59, in SCUOLA, linkato 80 volte)

Nel corso degli anni, sono state pubblicate innumerevoli teorie riguardanti i cosidetti modelli didattici, modelli di apprendimento, modelli di insegnamento, ecc. Ultimamente, grazie anche alla paternalistica apertura di molti dirigenti scolastici, il modello dominante si è incentrato sullo studente. L'attenzione si è spostata dai contenuti formativi al loro destinatario. Così, nella comunicazione didattica, non è più rilevante il contenuto del messaggio, ma la tutela del benessere del ricevente, senza il quale il messaggio non avrebbe senso. Un modello in cui, a breve, sarà prevista la totale gestione dell'azione formativa da parte degli alunni. E saranno loro a decidere: cosa fare, quando, con chi e come farlo.

Frasi come "gli studenti sono il centro della Scuola", "senza gli studenti non esisterebbe la Scuola", ecc, sono ormai più pronunciate del caro estinto "buongiorno prof". 

Tuttavia, io credo che questa concenzione della Scuola, insieme a tanti altri elementi di varia natura, stia contribuendo al suo malessere e ne stia determinando la svalutazione in termini di potere formativo e di fiducia sociale. In altre parole, la si sta riducendo a un mero centro di accoglienza (permanente), dove il ruolo degli operatori consiste nel porre attenzione alle dinamiche comportamentali,  nel misurarsi continuamente con le problematiche giovanili, nell'evitare di dar luogo a atteggiamenti inadeguati, nel soddisfare bisogni di ogni genere (meno che formativi in termini di conoscenza e di maturazione culturale).

Ecco, quindi, perchè bisogna, più che mai, concentrare tutte le forze, le competenze e le professionalità dei veri attori della Scuola (i Docenti), sulla qualità dei contenuti dell'insegnamento, abbandonando il punto di vista che mette al centro esclusivamente il fruitore del servizio. Non si può, in nome della sua sopravvivenza, lasciare che gli ambiziosi obiettivi della pià sana delle agenzie formative vengano dirottati dai mutevoli interessi dei suoi utenti, interessi estremamente condizionati e strumentalizzati attraverso quei canali di (in)formazione magistralmente realizzati da chi, ahimè, si è rivelato decisamente più bravo di noi docenti nel catturare l'interesse degli adolescenti.

 
Di LONGO MARIO (del 19/11/2008 @ 18:12:57, in SOCIETĄ, linkato 81 volte)

Al circolo dei mestieri e delle professioni, 5 nuovi soci si presentano all’assemblea per illustrare in che modo il loro lavoro contribuisca a soddisfare il bisogno di benessere, materiale e intellettuale, dei cittadini.

Alberto:    Salve, io lavoro alle Poste e soddisfo il bisogno dei cittadini di ottenere un conto corrente postale con interessi annuali appetibili.  

Luigi:         Salve, io lavoro alle Ferrovie e soddisfo il bisogno dei cittadini di spostarsi fino al loro  posto di lavoro.

Martina:   Salve, io sono un medico e soddisfo il bisogno dei cittadini di mantenere un corretto e sano stato di salute.

Federica:  Salve, io lavoro presso un’agenzia di viaggi e soddisfo il bisogno dei cittadini di rilassarsi dopo mesi di lavoro grazie a una meravigliosa vacanza all’estero.

Mario:       Salve, io sono un insegnante.

 
Di LONGO MARIO (del 08/11/2008 @ 10:00:16, in SOCIETĄ, linkato 72 volte)

Barack Obama è «bello, giovane e abbronzato» e quindi «ha tutto per andare d'accordo» con il presidente russo Dmitri Medvedev

Ora, io mi chiedo: come può un uomo inveire, in modo così efferato, contro un altro uomo che, per sua sfortuna, vittima di un cinico destino, non è nato come tanti altri uomini, ossia bianco, come egli avrebbe tanto desiderato, bensì con quell'orribile malattia denominata "pelle nera"?

 
Di LONGO MARIO (del 03/11/2008 @ 18:28:36, in SCUOLA, linkato 92 volte)

All'indomani di quello che è stato definito lo sciopero "epocale", molti di quelli che hanno tenuto fede alle loro idee, non scioperando,hanno dovuto fare i conti con i commenti di chi ha tenuto fede alle proprie ispirazioni politiche, scioperando. In diverse occasioni, chi è rimasto fermo sulle proprie idee andando a lavorare per garantire il diritto allo studio, nonché la dovuta coerenza con il proprio pensiero, si è sentito dare del "crumiro". Beh, personalmente disapprovo con forza questo atteggiamento, sprezzante e classista. Soprattutto perché adottato da chi ha il dovere di favorire lo sviluppo della cultura del "rispetto".

A mio parere, ma non solo, si è trattato di uno sciopero prevalentemente politico. Ho sentito colleghi dire "beh, non ho mai scioperato, ma stavolta, devo farlo". Cosa vuol dire "stavolta...", mi chiedo. Intendevano dire "stavolta che al governo c'è la destra"? Ho sentito parlare di tagli alle spese per la scuola. Ho sentito parlare di drastiche riduzione di personale. Ho sentito dire di tutto. Tranne la verità: che l'italia ha grossi problemi economici, e i tagli agli sprechi (nell'università in primis) sono necessari, a prescindere dal colore politico del governo in carica.

Io non ho scioperato, per due motivi: primo, perchè avrei reso un "favore economico" al mio datore di lavoro (lo Stato), risparmiandogli 100€ di retribuzione; e un "favore umanitario"  agli studenti, risparmiando loro un giorno di torture. Secondo, perchè non sono riuscito a cogliere, nella riforma "Gelmini", quel carattere "catastrofico"  sbandierato da diverse parti (non diverse in senso politico, ovviamente!).

Ho letto il testo delle "Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università (<< leggi >>)". Tutto va nella direzione di un miglioramento dell'istruzione, dallo snellimento della valutazione; all'abolizione dell'insegnamento modulare, demonizzato per anni e ritenuto da tanti un provvedimento "assistenzialista"; alla razionalizzazione delle spese relative ai libri di testo, ponendo un giusto freno alla tanto contestata speculazione editoriale.

Non sono previsti tagli nelle assunzioni, anzi... sono previste assunzioni  << leggi >>

Non sono previsti tagli nei finanziamenti per la scuola, anzi... sono previsti finanziamenti  << leggi >>

Non sono previsti tagli alle università, se non relativamente agli sprechi che servono solo a mantenere posti di lavoro tanto rimunarati quanto inutili!

 
Di LONGO MARIO (del 07/06/2008 @ 12:41:43, in RIFLESSIONI, linkato 324 volte)

In molti contesti della vita, sotto vari aspetti (sociale, biologico, sentimentale, religioso, politico, ecc.), si è continuamente chiamati a formulare giudizi che, muovendo da una percezione sensoriale, determinino le finalità e le modalità di un'azione da compiere. Ad esempio, se ci si trova in auto e si percepisce una curva a gomito, si decide di rallentare e compiere una svolta girando il volante del mezzo. In pochi istanti, senza, forse, rendersene conto, si valutano gli innumerevoli effetti di ogni scelta diversa da quella ritenuta "la più adeguata": una velocità eccessiva, può far sbandare l'auto; una virata troppo stretta può far invadere la corsia opposta; una virata troppo larga può far uscire fuori strada; ecc. Tutte prospettive che, inesorabilmente, portano alla paura del peggiore degli effetti; al timore di determinare situazioni ritenute "funeste", "irreversibili"; all'angosciante terrore di provocare una profonda rottura nell'equilibrio dei "legami" non solo con  il mondo circostante, ma anche con i propri sentimenti, le proprie ideologie, le proprie certezze.

In alcuni casi, le azioni sono soggette a un ineluttabile istinto di conservazione.
In molti altri, invece, quello che si decide di compiere è determinato da convinzioni di natura etica, religiosa, politica o deontologica. Chi crede profondamente nel proprio ruolo sociale o professionale, ad esempio, è motivato, nella maggior parte dei casi, da quei princìpi sui quali si fonda la "tutela" degli interessi e del benessere di persone e cose legate a quel ruolo. E quasi sempre, alla base di ogni giudizio fondato su princìpi deontologici, c'è una motivazione "semantica" riguardante la conservazione del "senso", del "significato" - sostanziale - del contesto e delle finalità in cui, e per le quali, esso ha luogo.

Ma, inevitabilmente, per ragioni spesso di tipo "utilitaristico", taluni giudizi, e, quindi, le relative azioni, risultano sconvenienti (anche se non solamente) a chi ne fruisce gli effetti. E ciò, perchè non vi è alcuna convergenza nè di concezioni nè di "significati" attribuiti alle finalità relative al contesto in cui operano sia il "dispensatore" sia il "fuitore" del suddetto giudizio.

Go to fullsize imageE così, in "buoni" e "cattivi" vengono, spesso, identificati coloro che, rispettivamente: soddisfano esigenze utilitaristiche soppiantate alle genuine e nobili finalità dei loro ruoli;
Go to fullsize imagebasano le loro idee, i loro giudizi e le loro azioni, sulla inviolabilità del relativo senso "epistemologico".

Prof. Mario Longo

 



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05/09/2010 @ 0.55.42
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